giovedì 22 maggio 2008

Riflessioni sulla memoria storica lucana


E' da tempo che penso a quali soluzioni si possa giungere per risollevare le sorti della mia disgraziata regione. Siamo una delle regioni più povere d'Europa, nonostante i pozzi di petrolio della Val d'Agri(chiedere alle multinazionali), le sorgenti d'acqua(chiedere alla Coca-Cola) e i parchi naturali. Una terra che negli anni ha mietuto emigrazione, colonizzazione di terre abbandonate e sfruttamento delle risorse.Tra le tante pensate, credo che il recupero della memoria storica locale possa darci coscienza di popolo e forza unitaria. Mi chiedo in quanti conoscano la storia del proprio paese, i partigiani che hanno combattuto contro ogni invasore, le catastrofi e le glorie del proprio popolo. In Basilicata esistono vie, piazze e addirittura paesi intitolati ai Savoia, il che mi sembra quantomeno assurdo. I fantomatici liberatori e unificatori d'Italia, hanno perpretato stragi efferate di stampo neocolonialista. Paesi rasi al suolo(vedi il caso di Salvia, attuale Savoia di Lucania), sterminio di contadini, indigenti e partigiani colpevoli di resistenza. La storiografia ufficiale ha definito liberatori i piemontesi, illuminati i nobili asserviti alla nuova corona e briganti i nostri partigiani. Nel mio paese la via principale in cui vivo è intitolata alla regina Margherita, per carità! Sarebbe il caso di ristabilire la verità, la storia la dovrebbero riscrivere i popoli, non i vincitori. Risvegliare i miti e l'onore di chi è caduto per difendere la propria libertà è doveroso. Vorrei leggere sui libri di scuola che Carmine Crocco Donatelli e Ninco Nanco non erano banditi e assassini asserviti a Francischiello di Borbone, bensì combattenti lucani. Vorrei leggere che l'unità d'Italia è un concetto stupendo ma finchè Cristo non supererà la stazione di Eboli(io direi che si è fermato a Roma Termini) non ci sarà unità nè stato per il Meridione se non quello appannaggio della malavita organizzata. Vorrei leggere il nome di Crocco e di Passannante nelle targhe delle vie. "Vulesse diventare na tammorra pe scetare tutta questa gente ca nun ha capit niente e ce sta a guardà..."

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